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4 consigli per produttori di musica elettronica

  • 16 dicembre 2016, venerdì
Survival1600

Ciao a tutti cari amici, è Iftah che scrive. Difficile credere quanto quest'anno sia passato in fretta. Questa è la dodicesima puntata della nostra blog series e, neanche a farlo apposta, l'ultima. Ci siamo divertiti tantissimo, e ad essere del tutto sinceri è passato molto tempo dall'ultima volta in cui io in prima persona ho scritto qualcosa oltre i 128 caratteri.

Siamo riusciti a trattare alcuni argomenti che ci stavano davvero a cuore, tra cui il computer come strumento, come prepararsi a un'esibizione in un club, i canoni estetici della produzione musicale e molto altro. Tuttavia, piuttosto che vivere di rimpianti e scrivere qualcosa di troppo sentimentale, preferisco mettere da parte i fronzoli e presentare degli esercizi pratici relativi ai nostri precedenti articoli. Eccoli qua!

Usate il vostro computer come se fosse una band

Nell'anno passato abbiamo parlato molto dei limiti e di come questi possano essere utilizzati come strumento creativo, che si tratti di vincolare la configurazione del controller nel vostro live set o di ridurre all'essenziale gli elementi della vostra produzione per dare definizione alla traccia. Non fraintendetemi, quando si tratta di produrre a volte trovarsi "al limite" può essere fantastico. Viviamo in tempi d'oro per i produttori di musica elettronica, la maggior parte degli hardware e dei software sono stati democratizzati e sono diventati accessibili per chiunque abbia sufficiente interesse. Creare un arrangiamento con più di 64 tracce è qualcosa che la maggior parte dei computer di oggi è in grado di fare e io in primis ho una passione per gli innumerevoli effetti sonori, ammesso che siano in grado di centrare il bersaglio. Ciò nonostante, limite e creatività restano migliori amici per la vita.

Una buona cosa da provare a fare mentre producete musica è darvi un limite di 4 tracce divise in batteria, basso, chitarra e voce, proprio come in una band tradizionale. Così facendo sarete in grado di liberare la mente e concentrarvi su altre cose come la musica vera e propria e la tensione della traccia. Anche se non otterrete risultati "degni di una release", fare questo esercizio abitualmente è un buon metodo per allenarvi e vi aiuterà a capire come ridurre le cose all'essenziale.

Puntate all'uniformità

A proposito di sorgenti sonore, una delle cose fondamentali in quasi tutte le produzioni è la ricerca dei suoni, che stiate programmando i vostri sintetizzatori, applicando dei patch al vostro sistema modulare o dando un'occhiata alle vostre raccolte di campioni. Per quanto mi riguarda ho una relazione ambigua con questo processo. Da un lato sono davvero molto affascinato dalle possibilità offerte, ma dall'altro ho l'impressione di perdere tempo e distrarmi. Vorrei condividere con voi un metodo semplice che ho sperimentato negli ultimi tempi. Supponiamo di essere in procinto di produrre un EP. La ricerca dei suoni sarà molto probabilmente inevitabile durante la produzione della prima traccia, ma una volta definita potremo utilizzare le stesse sorgenti sonore per produrre le tracce che restano. Ovviamente possono essere applicate delle variazioni. Ad esempio io amo usare il Juno 106 per i lush pad analogici così che durante la produzione possa sempre iniziare con lo stesso suono pad e plasmarlo secondo le mie esigenze. Tutto questo comporta due grandi vantaggi. Il primo è, ancora una volta, liberare la vostra mente per occuparvi della musica vera e propria quando non siete alla ricerca di suoni, e il secondo è assicurarvi che il vostro EP abbia una sonorità uniforme, cosa che secondo me lo farà apparire completo e ben progettato. Immaginatelo come una chitarra - potete suonarla pulita, potete suonarla brutale e potete utilizzare diversi amplificatori, ma avrà sempre e comunque il suono di una chitarra.

Usate l'attrezzatura in modo improprio e andate contro i vostri istinti

Ammettiamolo, tutti ci annoiamo. A volte, mentre facciamo musica, ci sembra di ripeterci e usare le stesse tecniche e idee solo perché ci sono familiari. Come ho già detto in passato, una delle cose che alimenta la mia ispirazione è ca**eggiare con la mia strumentazione e farle fare cose per cui non è stata programmata. Un esempio recente è il mio utilizzo dell'Analog Four di Elektron esclusivamente come drum machine a quattro voci. Dato che l'A4 è nato per fornire molto più delle semplici percussioni, il suono che produce va oltre la tipica drum machine analogica. C'è sempre un modo per sorprendere voi stessi. Recentemente ci siamo bloccati a lavorare su una traccia. Il primo pensiero (o istinto) è stato quello di rinunciare e crearne una nuova, ma in seguito abbiamo pensato di adottare un approccio di "revisione distruttiva" - ovvero non utilizzare la funzione "annulla", cosa che a sua volta ci ha portato a vivere un viaggio musicale interessante e in continua evoluzione, dato che la traccia non smetteva di trasformarsi. Questo procedimento è stato una delle cose più impegnative, frustranti e divertenti della mia vita! Di solito dedico un solo giorno alla settimana a giocherellare con la tecnologia, e cerco di sviluppare nuovi metodi.

Godetevi il silenzio

L'ultimo argomento che voglio affrontare potrà sembrare anomalo considerando il fatto che questo post è interamente dedicato alla produzione di musica elettronica: (rullo di tamburi) riuscire a NON produrre musica ogni tanto. Se lo fate da parecchio tempo probabilmente sapete quanta passione ed ambizione ci vogliano e quanto possa creare dipendenza. Passare giorni e notti in studio, perdersi nella musica e talvolta ignorare quasi tutto il resto (inclusa la vostra vita sociale). Fare delle pause è importante e può in qualche modo essere d'aiuto: innanzitutto perché vi permette di prendere le distanze e rivalutare il vostro lavoro, cosa che non è possibile quando siete nel bel mezzo di un intenso processo creativo, e seconda cosa perché vi permette di rimanere in salute. I produttori di musica elettronica tendono a soffrire la solitudine. Per quanto questo stile di vita sia soddisfacente, può anche portare all'alienazione. Le lunghe ore passate di fronte al computer o alla strumentazione, il rumore costante, il capovolgimento del ritmo giorno/notte e lo stile di vita festaiolo sono tutti ingredienti che contribuiscono alla fatica fisica, agli sbalzi d'umore e persino della depressione. È stato scritto molto al riguardo nel 2016.Siamo giunti al termine, e con queste parole vorremmo ringraziare iMusician per questa opportunità e tutti voi per il vostro continuo supporto!

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