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Luminate: crescita della musica non inglese e internazionale negli Stati Uniti

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I nuovi dati di Luminate mostrano che il consumo di musica negli Stati Uniti sta diventando sempre più internazionale, con gli ascoltatori che effettuano più ascolti di artisti non anglofoni e non statunitensi rispetto al passato. I risultati suggeriscono che la lingua e la provenienza geografica stanno diventando ostacoli sempre meno rilevanti per la visibilità.

Luminate: Gli ascoltatori statunitensi effettuano un maggiore ascolto di musica internazionale in streaming

Secondo un nuovo rapporto di Luminate, il mercato dello streaming musicale negli Stati Uniti si sta gradualmente aprendo alla musica che non sia di uscita discografica in lingua inglese o di artisti statunitensi. Sebbene la musica in lingua inglese rappresenti ancora l’86% di tutti gli ascolti audio on demand negli Stati Uniti nel primo trimestre del 2026, questa percentuale è in calo rispetto all’88,1% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente, mentre la musica in altre lingue continua a guadagnare lentamente terreno.

Gran parte della crescita della musica non in inglese deriva dalle uscite discografiche in lingua spagnola, che ora rappresentano il 9,5% di tutti gli ascolti musicali negli Stati Uniti. Luminate ha anche scoperto che più della metà degli ascoltatori statunitensi ora ascolta musica latina in qualche forma, in aumento rispetto al 41% dell’inizio del 2024. Il rapporto mette in evidenza artisti come Bad Bunny, la cui esibizione durante l’intervallo del Super Bowl all’inizio di quest’anno ha contribuito a portare la musica latina a una settimana record di ascolto negli Stati Uniti.

Oltre alla musica latina, anche quella in lingua coreana continua a crescere in termini di popolarità. I dati suggeriscono che gli ascoltatori negli Stati Uniti siano sempre più aperti alla musica al di fuori del proprio Paese e della propria lingua, invece di concentrarsi solo sulle uscite discografiche nazionali o in lingua inglese.

Jamie Marconette, vicepresidente di Music Insights presso Luminate, spiega: «Con Bad Bunny ancora sull’onda del successo della sua storica esibizione durante l’intervallo del Super Bowl e i BTS tornati alla grande, è chiaro anche agli ascoltatori occasionali di musica negli Stati Uniti che è in atto un cambiamento culturale. Il settore è più globale che mai, il che ha permesso agli artisti internazionali di raggiungere un livello di notorietà storicamente riservato agli artisti di lingua inglese».

Cosa possono dedurre gli artisti dai dati di Luminate?

Per gli artisti indipendenti fuori dagli Stati Uniti, o per chi fa musica in lingue diverse dall’inglese, sfondare nel mercato statunitense è stato tradizionalmente associato a un’uscita discografica in inglese o all’adeguamento alle tendenze pop occidentali. I dati di Luminate suggeriscono che questo stia diventando meno necessario, non solo perché le piattaforme di streaming rendono più facile scoprire la musica internazionale, ma anche perché le preferenze degli ascoltatori stesse stanno diventando più varie.

Per gli artisti indipendenti, questo potrebbe abbattere uno dei maggiori ostacoli per raggiungere il pubblico negli Stati Uniti, un mercato importante. Anche se la musica in inglese domina ancora l'ascolto, i dati mostrano un pubblico linguisticamente più variegato, che include una grande popolazione di lingua spagnola già presente nel Paese. Di conseguenza, la musica non inglese sta entrando sempre più a far parte dell’ascolto mainstream, invece di rimanere limitata a regioni specifiche o a un pubblico di nicchia.

Allo stesso tempo, lo streaming ha cambiato il modo in cui funziona la scoperta della musica. Invece di affidarsi principalmente alla radio o alla Promozione delle etichette, gli artisti ora possono raggiungere gli ascoltatori attraverso playlist, social media e sistemi di raccomandazione. Questo ha reso più facile per la musica attraversare i confini, anche se la lingua influenza ancora la portata della sua diffusione.

Questi cambiamenti si riflettono anche nel modo in cui le piattaforme di streaming si stanno lentamente adattando. Apple Music, ad esempio, ha introdotto servizi come la traduzione dei testi e le guide alla pronuncia per aiutare gli ascoltatori a interagire più facilmente con le tracce in lingue diverse. Questi servizi sono un segnale piccolo ma chiaro che lo streaming si sta adattando al modo in cui la musica viene consumata oggi.

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Michele
Michele

Michele, scrittore di base a Berlino, ama la musica in tutte le sue forme: da soulful house, techno groovy e breakbeat a jungle/drum & bass, rock alternativo, dark wave e oltre. Con esperienza diretta nella produzione, nel giornalismo e nel DJing, Michele si occupa di cultura sonora da molteplici prospettive. I suoi attuali interessi includono club culture, ricerca e curatela musicale, danza e modalità in cui la musica influenza la percezione e i sentimenti. Michele scrive in inglese.

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