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Suonare negli USA l'incubo del visto

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Se vuoi sfondare a livello mondiale come musicista, non puoi trascurare gli USA. Ecco perché centinaia di artisti viaggiano fino ad Austin, Texas, ogni anno, per presentarsi ad un pubblico internazionale. Altri visitano la terra delle infinite opportunità per registrare un album. Però, tutto è cambiato dopo l'11 settembre. A parte le liste che contengono i nomi di sospetti terroristi, alcune nazionalità vengono esaminate molto attentamente dalle autorità statunitensi. E se fai richiesta online di un permesso d'ingresso, leggerai a chiare lettere che neppure un visto te lo garantisce: la decisione finale sarà degli uomini e donne in divisa all'aeroporto di arrivo. Abbiamo pensato di darti qualche consiglio su come viaggiare verso gli USA per la tua musica.

Regole ed eccezioni

Mattew Covey ha fondato un'organizzazione non a scopo di lucro chiamata Tamizdat, che assiste gli artisti britannici su tutti i problemi di visti. Ha fatto un intervento al Great Escape di quest'anno, a Brighton. Argomento: visti per gli artisti inglesi. Secondo Covey, tutti devono partire dal presupposto che avranno bisogno di un regolare visto per lavoro. Questo come regola. Da lì, uno può cercare di trovare le eccezioni. Una simile eccezione è costituita dai festival showcase come lo SXSW. Si applica a chi visita gli States allo scopo di "presentare la sua merce e cercare compratori". Questo è esattamente quel che succede allo SXSW, dove gli artisti non sono assunti dietro compenso per intrattenere spettatori, ma suonano gratis per venir scoperti. In casi del genere, puoi compilare online un modulo ESTA per avvantaggiarti del programma di esenzione dal visto (visa waiver program). Se accettato, entrerai negli USA senza visto.

Ora, la maggior parte dei funzionari alla frontiera avranno probabilmente sentito parlare dello SXSW. Tuttavia, potrebbe essere che tu vada a suonare altrove, e il funzionario non voglia credere che suonerai gratis (il punto di questa procedura è che se suonassi a pagamento, porteresti via del lavoro agli artisti locali). Ci sono molti racconti dell'orrore di artisti e agenti che hanno incontrato funzionari poco amichevoli se non ostili, che volevano solo rendere la vita difficile a tutti. Se non vuoi scoprire situazioni simili, non potrai fare a meno di considerare i tipi di visto disponibili. C'è il P1, per esempio, per gruppi e membri degli stessi, l'O1 per i solisti, e l'O2 per musicisti di supporto. Il P3 è destinato agli artisti folk, per dirla semplicemente. Se viaggi con un P3, non farai male a presentarti all'aeroporto in costume tipico, per essere più convincente. E non stiamo scherzando.

Pianifica per tempo

Una volta che hai trovato il visto giusto, devi richiederlo. Per averlo, possono passare da tre a sei mesi: secoli, rispetto al modo in cui funziona il business della musica. Il tuo gruppo deve essere estremamente ben sistemato per poter lavorare con questo tipo di preavviso. Gruppi nuovi e giovani, in particolare, raramente hanno la struttura organizzativa, per poter progettare un viaggio negli USA così in anticipo, per non parlare poi delle finanze. Il visto P1, per esempio, costa almeno 190 dollari. Se ti piacerebbe avere una risposta dall'ufficio visti entro un paio di settimane, non c'è problema – purché tu cacci fuori altri 1000 dollari.Un gruppo che richieda I visti con questa procedura accelerata dovrà spendere un paio di migliaia di dollari; e tutto va a sommarsi. Non c'è garanzia che tutto vada secondo i piani. Michael Wallies, dell'agenzia tedesca Initiative Musik, ci ha raccontato di una band che aveva progettato di suonare al Vans Warped Tour in America, e si era occupata di tutto con largo anticipo, pagando pure il sovrapprezzo per la procedura rapida. Eppure ci furono dei ritardi – sembra essere quel che fanno le autorità – e il gruppo dovette cambiare prenotazioni dei voli, più di una volta, ovviamente con costi aggiuntivi. Se sei un musicista alle prime armi, non te lo puoi permettere.

Sii pronto a tutto

Secondo Horace Trubridge del sindacato dei musicisti, che è intervenuto anche lui sull'argomento al Great Escape, “un nome strano, o il colore della pelle sbagliato, possono essere un problema, davvero. Là c'è una paranoia, che qualcuno può anche considerare giustificata visti i tempi, ma che è molto reale, veramente tangibile. E quando sei davanti allo sportello degli agenti doganali, la situazione è intimidatoria.” Ha detto che non c'è molto da fare, se non essere “veramente preparati. Conoscere tutte le risposte giuste è davvero importante.” E ha sottolineato: “Non portate uno instrument, specialmente se stai entrando con un ESTA. Non crederanno che non hai intenzione di lavorare per soldi.”Covey aveva una storia memorabile: riguardava un artista al quale non era stato dato il visto perché aveva recitato in un film intitolato “The Road to Guantanamo” – nella parte di un terrorista. Il suo passaporto conteneva timbri pachistani e di altri paesi sospetti per gli USA. Dopo un numero infinito di telefonate con un importante avvocato specializzato nelle leggi sull'immigrazione negli USA, l'artista è stato finalmente ammesso. “Credo che ci siano voluti un sacco di soldi, ed è stato accompagnato attraverso le barriere dell'immigrazione,” Covey ha ricordato. Incidentalmente, quando l'artista ha potuto finalmente tenere il suo spettacolo, c'erano due agenti della sicurezza interna allo show, a tenerlo d'occhio.

“Al diavolo”

Se stai pensando di fare il furbo con gli agenti statunitensi: attento. Se sai già, prima di partire, che oltre allo spettacolo pubblicitario gratis suonerai dietro compenso – non importa quanto underground o dilettantesca sia quest'altra occasione – l'ESTA non va bene. Michael Wallies conosce dei casi in cui dei gruppi sono stati espulsi dall'aeroporto di destinazione, perché i funzionari già sapevano le loro intenzioni. Dovresti inoltre rifiutare eventuali opportunità che emergessero una volta là. Diciamo che sei lì a suonare allo SXSW, ed un ricco playboy ti offre un bel compenso per suonare ad una sua festa. Se le autorità lo vengono a sapere – questa è l'era della NSA –, il caso peggiore è un'accusa di frode. Dopotutto sei lì solo con un ESTA.Se stai andando negli USA per registrare un album, un ESTA è sufficiente, purché gli USA non siano il tuo mercato primario per la vendita del prodotto finito. Di nuovo, dipende dalla tolleranza del funzionario. Se ti stati portando tutti i tuoi strumenti, potrebbero accusarti di avere intenzione di andare a fare un tour pagato. La verità è che non si può predire nulla. Sfortunatamente, non puoi neanche dire "al diavolo, non mi sottopongo a tutto questo stress!". Questo, perché gli USA sono pur sempre il mercato musicale più importante. E una volta che sarai là, ti sarà facile dimenticare che hai dovuto lasciarti trattare come un sospetto terrorista.Incredibile, ma molta della fortuna che possiamo avere dipende da 32 pagine tra due cartoncini, per usare le parole dell'autore italiano Fabrizio Gatti. Per ora, tutto quello che puoi fare se vuoi conquistare l'America, è di occuparti del tuoi visto al più presto, e di pianificare bene il tuo viaggio, incluse le risposte ad eventuali domande degli agenti alla frontiera. E forse dovresti astenerti dal dirgli che vieni per conquistare gli Stati Uniti. Potrebbero prenderla nel senso sbagliato, il che vorrebbe dire che ti farebbero salire sul primo volo di ritorno.ome.

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