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Perchè le playlist Spotify sono importanti?

Screenshot of Rap Caviar Spotify Playlist

Le playlist di Spotify sono la nuova radio. In passato, i programmi radio più importanti erano il modo in cui gli artisti emergenti potevano farsi conoscere perché era lì che si sentivano le nuove canzoni. Oggi invece ci sono le playlist. Una playlist Spotify può avere letteralmente milioni di follower da tutto il mondo, quindi dà la possibilità di essere ascoltati da moltissime persone.

Non si tratta solo di avere un profilo: sono proprio le playlist a indirizzare gli streaming su Spotify (due terzi del tempo di utilizzo e ascolto di Spotify si passa ascoltando playlist). Ed essere ascoltato su Spotify è l’obiettivo su cui puntare: nel 2020 oltre l'83% delle entrate musicali statunitensi è derivato dallo streaming e, con oltre 345 milioni di utenti attivi mensili, Spotify è la più grande di tutte le piattaforme di streaming.

Ormai è assodato: se vuoi avere successo, le playlist sono importanti. Ma cosa sono le playlist e come essere inclusi?

Cos'è una playlist Spotify?

Prima cosa, mettiamo subito le cose in chiaro: non lasciarti intimidire da tutte le informazioni che leggerai di seguito. Non stiamo parlando di astrofisica e le playlist su Spotify non sono affatto complicate. Sono solo elenchi specifici di brani presenti su Spotify. Esistono tre tipi di playlist: quelle create dagli utenti, quelle create dai team di curatori Spotify e quelle create dagli algoritmi di Spotify.

Playlist ufficiali di Spotify

Spotify editorial playlists

Playlist generate dall’algoritmo di Spotify

Spotify algorithmic playlists

Oltre alle playlist generate dal proprio team, ci sono anche le playlist generate automaticamente per gli utenti. Ad esempio, Release Radar è una playlist personalizzata composta dalle nuove uscite degli artisti che un utente segue o ascolta di frequente. Nei Daily Mix ci sono brani e artisti di generi correlati a quelli che un utente ha salvato. Infine, Discover Weekly è una raccolta di brani e artisti simili a ciò che piace a un determinato utente ma che magari non ha mai sentito.

Queste playlist create dall’algoritmo non possono essere quasi per nulla influenzate, ma essere presenti su playlist curate da Spotify e molte playlist indipendenti può aiutare. L'unica playlist che può essere migliorata in modo diretto è il Release Radar, una playlist composta da tutte le nuove uscite degli artisti che segui (niente remix, solo brani originali). Quindi più ti impegnerai duramente ad acquisire follower, più sarà il numero di Release Radar in cui apparirai.

Playlist create dagli utenti

Spotify user generated playlists

Queste sono playlist personalizzate create da curatori non ufficiali (tu stesso, fan, blogger musicali ecc.) e, proprio come le playlist curate da Spotify, rappresentano circa un terzo del tempo totale di ascolto su Spotify. Puoi decidere come chiamare la playlist, scrivere una descrizione, aggiungere una copertina, e anche scegliere se la playlist è pubblica o privata ​​(per proteggere i tuoi piaceri segreti...).

Spesso si tratta di playlist basate su un tema o un evento: "La migliore playlist per allenarsi", “Canzoni appetitose per cucinare”, "La lussuriosa playlist che Spotify vuole tenerti nascosta"... qualsiasi cosa, insomma. E molti ristoranti, bar e altri luoghi pubblici utilizzano queste playlist per personalizzare diversi momenti della giornata.

Come musicista o etichetta, entrare in una playlist condivisa su Spotify è un ottimo modo per promuovere la tua musica e interagire con i tuoi fan, e inoltre molte playlist di questo tipo contano molti follower. Le più seguite sono spesso compilate da blogger musicali, influencer, DJ e artisti, e possono rivelarsi molto efficaci per promuovere la tua musica. E come se non bastasse, playlist ben curate possono aiutarti a finire nei radar dei team di Spotify.

Nella seconda parte di questa guida esploreremo questo tipo di playlist e i loro curatori non ufficiali, esamineremo alcuni dei modi per proporre loro musica, valuteremo se vale la pena utilizzare uno strumento per presentare la propria musica e tanto altro ancora.

Naturalmente, prima di iniziare a proporre la tua musica, è importantissimo che il tuo profilo artista Spotify si presenti bene. Per maggiori informazioni a riguardo, consulta la nostra Guida Spotify for Artists. Le prime impressioni contano!

Ok, cominciamo...

Come proporre musica alle playlist ufficiali di Spotify

Essere inclusi in una playlist ufficiale di Spotify porta più visibilità e più guadagni, quindi sarebbe bene sapere come essere inclusi. Primo cosa da fare? Proponi la tua musica.

Puoi proporre solo una traccia per uscita alle playlist ufficiali e quindi dovrai scegliere bene il “pezzo vincente”, che si tratti di un album di 12 tracce o di un singolo (nota bene: deve trattarsi di una canzone inedita). Questo significa che devi riflettere molto bene sulla tua strategia di pubblicazione. E poiché anche le etichette possono proporre tracce pubblicate da loro, fai attenzione a comunicare in modo chiaro e preciso con la tua etichetta perché nel caso presentasse una tua traccia dall’ultima uscita poi tu non potresti presentarne un’altra e viceversa. Inoltre, si può presentare solo una traccia per artista, quindi se pubblichi con più etichette assicurati di comunicare chiaramente con tutti!

Il modello classico di uscita voleva che una band pubblicasse uno o due singoli e poi un album, ma adesso il business musicale è completamente cambiato. La cosa normale adesso è pubblicare 5, 6 o anche più singoli, uno o due al mese, e infine pubblicare l'album completo (con un'ultima traccia inedita inviata alle playlist). Questo modello permette di presentare più canzoni e quindi avere più possibilità di essere inclusi in una playlist. Per ulteriori informazioni su questa strategia, consulta il nostro webinar, la guida alla promozione di Spotify e l'articolo sulle strategie di pubblicazione provate e collaudate.

Un’altra cosa che vale anche la pena notare, quando si sceglie quale traccia inviare, è che per alcune playlist i curatori di Spotify sembrano preferire gli originali ai remix. Ad esempio, mentre scriviamo questa guida, Techno Bunker conta solo tre remix su 60 tracce.

Quando si tratta di proporre la propria musica alle playlist, è molto importante la pianificazione. Bisogna tener conto di due fattori chiave: il tempo impiegato dal proprio distributore per caricare la tua musica su Spotify (circa due settimane) e la quantità di tempo che Spotify ci mette per valutare la tua traccia (almeno una settimana). Inoltre non si può inviare musica ai curatori di Spotify finché non è stata caricata su Spotify, quindi per sicurezza ti suggeriamo di calcolare almeno un mese dall’invio della tua musica al distributore digitale fino alla data di uscita.

Come presentare la tua traccia

Dopo che il tuo distributore ha caricato la tua musica su Spotify, la vedrai nella scheda "Upcoming" nella sezione Musica del tuo profilo Spotify for Artists. Da qui puoi proporre la traccia che preferisci.

Una cosa molto importante è identificare correttamente il genere della tua traccia. Solo perché nella tua traccia dance c’è un energico assolo di violino, questo non significa che si tratti di un pezzo "country". Non sei tu a scegliere le playlist Spotify, sono i curatori di Spotify a farlo e i tag di genere indirizzano la tua canzone ai curatori giusti. Se non ci sono tag, la tua traccia arriverà sulla scrivania del curatore sbagliato che di certo non si farà una risata... A questo punto ti consigliamo di scappare a gambe levate, almeno prenderai una boccata d’aria fresca e farai un po’ di movimento.

Fornisci molte informazioni sulla tua traccia, i curatori delle playlist di Spotify saranno ben contenti se compili ogni parte del modulo. Nota bene che non si tratta di fare pubblicità o marketing, qui stai parlando con appassionati di musica proprio come te. Vogliono saperne di più sulla tua musica, quindi fornisci loro il chi, cosa, perché, quando, dove e come della tua canzone. Magari potresti anche menzionare due o tre playlist che secondo te potrebbero andare bene per la tua musica.

Un’altra cosa importante da dire a Spotify è quanto sei popolare al momento, e quanto velocemente sta crescendo la tua popolarità. Quindi inutile dirgli quanti stream o follower totali hai avuto negli ultimi mesi, piuttosto digli quanti ne hai guadagnati. E fagli sapere anche in quali altre playlist (ufficiali o indipendenti) sei presente o se la tua ultima uscita è stata recensita in una rivista o ne hanno parlato in radio.

E niente panico se vuoi cambiare qualcosa subito dopo l'invio, basterà tornare alle tue “Prossime uscite” e troverai un'opzione apposita per modificare la tua presentazione.

In seguito un curatore ascolterà e deciderà se inserire la tua traccia in una playlist. In caso positivo riceverai un'email. È interessante notare che Spotify potrebbe anche scegliere un'altra traccia dal tuo disco, e questo dimostra che quando gli piace qualcosa i curatori si studiano a fondo il tuo profilo e le tue uscite. Il tuo profilo artista Spotify quindi è molto importante.

Comunque non dare per scontato che verrai subito incluso in una playlist di Spotify, per questo ci vuole tempo e un po’ di uscite. I curatori, e pure gli algoritmi, prendono in considerazione un sacco di cose. Una cosa buona è se sei presente in molte playlist indipendenti e blog musicali, hai molti follower o molti fan hanno fatto un pre-save della tua traccia. Fortunatamente, c'è una progressione precisa: una volta apparso su una playlist di Spotify, è molto probabile che ci apparirai di nuovo.

Una cosa che non tutti sanno è che le playlist di Spotify funzionano su diversi livelli. Gli artisti emergenti vengono testati in playlist locali più piccole e poi, in base alla loro ricezione, le tracce possono salire di playlist in playlist fino ad arrivare a quelle più globali: magari si parte con una playlist di rap italiano e si arriva fino al Rap Caviar globale. Un po' come passare dai locali più piccoli agli stadi.

Per ulteriori suggerimenti su questo argomento guardati il nostro webinar. Anche Spotify fornisce una guida video, suggerimenti, approfondimenti, storie di successo e persino interviste approfondite con i curatori. Assicurati di assorbire quante più informazioni possibile in modo da provarci al meglio.

Ora diamo un'occhiata alle playlist non ufficiali, ma ugualmente importanti.

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