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Il revival del reggaeton

  • 30 novembre 2017, giovedì
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Reggaton revival FB2

Picture Credits: Ms Nina - Traketeo

Ad oggi, è impossibile non menzionare il successo che "Despacito" ha avuto durante l'anno, infiammando le piste da ballo di tutto il mondo ed essendo (ancora) la canzone più ascoltata online di tutti i tempi. Il titolare dei diritti, Universal Music Group, ha affermato che il video è stato visualizzato 4.6 miliardi di volte su tutte le piattaforme, diventando così il più grande punto di forza per la musica latino-americana nella storia fino ad oggi.

Il fatto che la canzone sia costruita su un “riddim”, la caratteristica peculiare del reggaeton, in qualche modo la dice lunga. "Despacito" (che significa "lentamente" in spagnolo), è soprattutto una grande svolta per la musica latino-americana. E l'ultima volta in cui una canzone spagnola ha raggiunto la prima posizione nella top 100 è stato più di vent'anni fa, quando la hit del 1996 “Macarena” ha portato il trio musicale Los Del Rio al successo internazionale. Non è nemmeno un coincidenza; sottolinea la crescente inclusione di nuove lingue nella musica pop così come Justin Bieber, che ha fatto una versione in inglese della canzone, ha dato ad entrambi i cantanti una fenomenale visibilità. Sebbene gli artisti latini debbano ancora combattere con molti stereotipi, senza Bieber, il quale rimane un cantante bianco che si è appropriato di una canzone latino-americana, "Despacito" avrebbe avuto un successo contrastante (ma comunque grande). Ma la canzone è il lavoro di due artisti, quindi perché tutti parlano del "revival del reggaeton"?

La diffusione del genere è iniziata sotto l'influsso di Daddy Yankee con “Gasolina” (2004), che ad oggi rimane un popolare contributo ed è ancora considerato un inno (guarda Thom York che ne fa il lipsync). Il suo album Barrie Fino è stato il più venduto negli anni 2000 nella categoria "Latina e Tropicale", - vendendo più di un milione di copie negli Stati Uniti -. Anche Hollywood ha fiutato il potenziale del genere scegliendo Don Omar, un'altra importante figura, per apparire nei film di Fast & Furious (4 & 5). Da allora numerosi successori stanno rendendo il reggaeton un elemento pop sempre migliore per qualunque musicista dalle vendite alte.

I tre J, J Alvarez, Justin Quiles e J Balvin, le cui hit si sono sfidate nelle classifiche, non fanno del reggaeton tradizionale. Influenzati dal melodramma ingannevole e romantico, preferiscono le melodie tropicali e gli atteggiamenti amichevoli rispetto alla reputazione da ghetto o l'uso di droghe. di J Balvin “6AM” (featuring Farruko) è finora il rivale più verosimile di "Despacito", dato che è stato in vetta alle classifiche per sedici settimane. Non possiamo dire che i dembow riddim graffianti siano il loro forte, come nel caso di Ozuna (che ha appena dato un assaggio di una nuova canzone con la rapper cosas, like Ozuna (who recently teased a new song with female rapper Cardi B) nella sua canzone “Se preparó”. Sono lontani dall'immagine antica e negativa che il reggaeton era solito dare. Farruko, che canta con Sean Paul nella sua canzone “Passion Whine”, earriva persino a descrivere il suo stile come più "fresco e romantico".

Nonostante il successo di Daddy Yankee e la scoperta dei punti di forza del reggaeton, questo entusiasmo generale potrebbe nascondere la sua attuale mancanza di autenticità. In questo contesto dove l'esotismo e la bontà sono una combinazione vincente, l'appropriazione culturale e le questioni etniche continuano ad essere i problemi principali del reggaeton.

Il raggaeton è politico?

Nel contesto dei disordini politici negli Stati Uniti, il reggaeton persiste attraverso diversi canali. Intervistati in merito al successo di Despacito, Daddy Yankee e Luis Fonsi hanno definito il leitmotiv della loro canzone un "incontro" e uno "snobbare tutta questa manipolazione politica" secondo Funsi. Nell'estate del 2016, il media latino Remezcla con sede a Brooklyn ha pubblicato “neo-Perreo: 15 artisti che scrivono lo strano e meraviglioso nuovo capitolo del reggaeton” e hanno inserito una varietà di artisti che "flirtano con i ritmi del reggaeton in modi nuovi ed inaspettati". Sebbene "Despacito" debba rappresentare l'episodio più ecclatante del genere, alcuni artisti e gruppi di tutto il mondo vogliono far scorrere l'inchiostro trattando più questioni sociali.

È stato rivelato che produttori come il Collettivo Messicano N.A.A.F.I. e alcune mini-star di Instagram fondono suoni futuristici e dembow riddim, attraendo così giovani fashion designer e promotori di club di Berlino, Londra e del Sud America. Da Barcellona, il giovane fenomeno Bad Gyal ha ricevuto molta attenzione da parte dei media per il suo uso spavaldo e rilassato dei riddim tradizionali neri e latini ricoperti dal catalano, sua lingua madre. In Cile la tatuatrice latino-americana divenuta cyber, Tomasa Del Real, sostiene di star "rovesciando i ruoli del reggaeton". Le sue idee femministe hanno attirato l'attenzione della rivista americana The Fader che ha portato ad esempio un genere nuovo e contradditorio: neo-Perreo. Ripensando alla posizione di Ivy Queen in una scena dominata da uomini, tali atti sovvertono drasticamente l'immagine antiquata del reggaeton da una prospettiva occidentale - dalla svalutazione all'emancipazione femminile. Come fa giustamente notare Bad Gyal riguardo alle musica da ballo, che condivide un passato con il reggaeton, "riguarda le donne, è tutto per le donne".

Nicky Jam, una fenice del reggaeton

Vent'anni dopo la diffusione iniziale nel Porto Rico, il reggaeton ha guadagnato popolarità negli Stati Uniti e in Europa solo recentemente. A prescindere dalle sue origini problematiche in termini di sessismo (e omofobia), e dal fatto che si tratti di una mucca da mungere, come molte sub-culture, il reggaeton è diventato un feticcio. Ciò nonostante, è diventato un altro trend commerciale, che esiste solo per emozionare le folle e risvegliare l'interesse dei magnati dell'industria musicale, o rimane un mezzo di espressione popolare?

Secondo Nicky Jam, collaboratore di vecchia data di Daddy Yankee e vero pioniere del genere sin dal 1992, questa esplosiva moda del momento gli ha permesso di porre fine ad una spirale di abuso di alcool e droga durata dieci anni. Il suo nuovo album Fénix, uscito lo scorso Gennaio, lo ha portato ad esibirsi sui palcoscenici di tutto il mondo e rimarrà un simbolo dei toni ammorbiditi del reggaeton. Si può dunque affermare che il reggaeton sia morto?

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